SOCIETÀ PUBBLICHE: LA CONSULTA CONFERMA UN’IMPOSTAZIONE LIBERALE; NIENTE PRIVATIZZAZIONI FORZATE

In questi giorni i giornali danno la notizia che la corte costituzionale ha dichiarato incostituzionali le leggi sui servizi pubblici locali che sono state adottate dopo il referendum abrogativo del famigerato articolo 23 bis…
La suprema corte ha riaffermato principi democratici di assoluto rilievo, che riguardano beni pubblici e servizi di assoluta rilevanza per le nostre comunita’.
Pur confermando la validita’ del principio della concorrenza nel nostro ordinamento e nel nostro sistema economico, ha bocciato la scelta liberista che voleva privatizzare forzatamente i servizi pubblici e le multiutilities pubbliche.

In precedenza ci avevano pensato milioni di italiani a ribadirlo col loro voto referendario.

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Fiumi Battete le Mani

Proponiamo questo intervento di Alex Zanotelli sulle ragioni del Referendum sull’acqua.
“FIUMI BATTETE LE MANI!”
Sono queste le parole del Salmo 98 che mi sono improvvisamente affiorate alla mente quando mi è stato comunicato che la Corte Costituzionale aveva dato il via al referendum sull’acqua. Dopo anni di impegno, un sussulto di gioia e di grazie al Signore che riesce ancora a operare meraviglie ,e un grazie allo straordinario “popolo dell’acqua” che ci ha regalato in due mesi un milione e mezzo di firme.
La Corte ha approvato due dei tre quesiti referendari: il primo, che afferma che l’acqua è un bene di non rilevanza economica, e il terzo che toglie il profitto dall’acqua. Che la Corte Costituzionale (piuttosto conservatrice) abbia accolto queste due istanze sull’acqua in contrasto con i dogmi del sistema neo-liberista, è un piccolo miracolo. E questo grazie agli straordinari costituzionalisti che le hanno formulate e difese, da Rodotà a Ferrara, da Mattei a Lucarelli senza dimenticare Luciani. Ma la grande vincitrice è la cittadinanza attiva di questo paese che diventa il nuovo soggetto politico con cui anche i partiti dovranno fare i conti. “I cittadini si sono appropriati del diritto di esprimersi sui beni comuni – hanno commentato A. Lucarelli e U. Mattei – sui beni di loro appartenenza, su quei beni che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali. Si è dato così significato e dignità all’art.1 della Costituzione Italiana, ovvero al principio che assegna al popolo la sovranità in una stagione di tragedia della democrazia rappresentativa.”
Tutto questo apre a una nuova stagione di democrazia:  il cammino per riappropriarci dei beni comuni che ci sono stati sottratti.
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