TRA DESIDERI E PAURE

Bell’incontro quello del 3 maggio nella sala della biblioteca di economia, una di quelle rare occasioni da degustare anche a distanza di tempo, come il vino buono.
Ci siamo incontrati per discutere del libro di Giancarlo Provasi «Tra desideri e paure. Sguardi su Brescia e sul presente» insieme a Gianluca Delbarba, all’avvocato Giuseppe Onofri, a Andrea Venturelli, vicepresidente R&S Medtronic Invatec, e a Carlo Marco Bonfanti del Dipartimenti di Studi sociali.
Una volta tanto, non dovendo scrivere un articolo da pubblicare su un quotidiano, ci piace riportare i pensieri che più ci sono rimasti impressi senza volutamente attribuirli ad alcuno dei relatori perché vorremmo diventassero sentire comune e condiviso.
Così abbiamo ascoltato riflessioni stimolanti su una cultura riformista che deve accettare la sfida del cambiamento, progettando la città del futuro ma con lo sforzo di tenere insieme i pezzi che la compongono; la necessità di passare da una società di cittadini-sudditi, che si accontentano di una libertà garantita a una società di cittadini-attori, che si riconoscono a vicenda e partecipano alla vita pubblica; una società “nuova” che dovrà riappropriarsi di valori, soprattutto in ambito politico, quali la gratuità e lo spirito di servizio e dovrà far finalmente emergere nelle sue classi dirigenti le giovani generazioni e un mondo femminile che appare troppo spesso solo sullo sfondo e raramente diventa attore protagonista.
Questi sono stati solo alcuni degli spunti ma molti altri ancora aspettano di venir condivisi con tutti coloro che credono e sperano in una città che non ha paura di confrontarsi con il futuro, che vogliono dialogare per progettare insieme una società di veri cittadini-attori, responsabili delle scelte e del bene comune.
Una sfida grande, potente, dalla quale dipende la sopravvivenza di un patrimonio di valori che rischia di frantumarsi nell’individualismo, nell’egoismo, in una città che, con una felice immagine usata da Provasi, vede molti calciatori “dai piedi buoni” ma che troppo spesso guardano alla palla invece che al gioco.
E’ davvero arrivato il tempo di iniziare un gioco di squadra.
Perché, se le parole di Calvino che aprono il libro di Provasi dicono che “le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure” sarebbe bello giocare una partita nella quale le paure si vincono insieme ed ogni goal venga segnato per la città e non per i singoli giocatori.
Una partita da ricordare come quel famoso 4 a 3 tra Italia e Germania del ’70 che, ricordando le parole di Gianluca “non fu soltanto una partita di pallone, ma è, ancora oggi, una sorta di allegoria della vita” da vivere con l’“audacia della speranza”.

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SE AVESSIMO ORECCHIE PER INTENDERE…

Il libro di Provasi è un contributo interessante al confronto sul futuro della nostra Città.
Un punto di vista attento non solo sullo stato della nostra economia bensì anche sulla salute della nostra società.
Gli interventi del Prof. Provasi non sono stati scritti negli ultimi mesi ma negli anni scorsi (talvolta nemmeno pochissimi anni fa); conservano tuttavia una impressionante aderenza alla realtà dei giorni nostri.
Questo a significare che la crisi economica, sociale e culturale, che ci ha colpiti, non è scoppiata improvvisa; i suoi segnali erano apparsi, chiari, con congruo anticipo.
Ciononostante questa crisi ha colto impreparati anche noi, che in quegli anni ricoprivamo ruoli di governo importanti all’interno del sistema Brescia (la città in testa).
Dal punto di vista politico molte cose sono cambiate da allora: la “storica” vittoria del centrodestra in città, la presidenza leghista della Provincia, la nascita del PD, quella del PDL, Asm è diventata A2A, sono cambiati i veritici dell’Università Statale, di molte associazioni di categoria.
La sensazione è invece che i problemi siano rimasti più o meno gli stessi di prima.
Che dentro questa stagione di grandi e apparenti trasformazioni nulla di concreto sia stato fatto per offrire a Brescia proposte per risolvere i suoi tanti problemi.
Anche nel campo rifomista il “bing bang” rappresentato dalla nascita del PD non ha generato quel surplus di energie e di positiva modernità che in molti si aspettavano.
Anzi…
Invece che dare vita a una stagione di grande apertura alla società bresciana del quale dovrebbe essere parte vitale, il PD si è chiuso su sè stesso, a difendere non si sa bene cosa.
Forse il suo consenso elettorale? Spero di no: che senso avrebbe difendere quel dato che oggi ci pone ai margini della discussione politica, che rischia di portarci vicini a quella pericolosa situazione che si chiama insignificanza.
Che il 7 maggio, giorno dell’assemblea programmatica del partito, sia l’inizio della fase nuova del PD. Che si inizi a scrivere un manifesto per Brescia.
E per farlo si cominci ad “aprire”, allargare, costruire, dialogare.
Se rimaniamo così come siamo non basteremo.
Partiamo dalla opposizione forte fatta da Emilio Delbono e dal gruppo in Loggia, dalla generosa e caparbia azione della segreteria De Martin, dalla resistenza difficile ed encomiabile di Diego Peli e del gruppo in Broletto.
E poi andiamo oltre. Oltre quello che già siamo. Proviamo, con coraggio, a disinteressarci per una volta dei nostri equilibri interni, a smettere di parlare principalmente a noi stessi.
Proviamo, parafrasando il nome del blog, ad andare oltre Gibilterra. Tocca al Bisi e al suo gruppo dirigente, provarci. E’ questo il significato che in questo momento mi piace dare a quel termine “cantieri aperti” che il segretario sta proponendo al partito, tutto intero.
Quante risorse preziose ci sono fuori dalla nostra porta? Tantissime: Giancarlo Provasi, Francesco Onofri, Laura Castelletti, Flavio Pasotti, le associazioni, i gruppi che operano con passione sul territorio.
Saranno con noi nel 2013?
Se davvero siamo la parte migliore della comunità in cui operiamo, se davvero vogliamo portare Brescia fuori dal pantano, allora dobbiamo tornare a vincere.
Cominciando dalla Città.
Condivido l’analisi sagace di Migliorati di qualche mese fa sulle pagine del Giornale di Brescia: forse più che dalle scelte dell’amministrazione Paroli, l’esito delle prossime amministrative dipenderà dalla proposta e dalla fisionomia che il centrosinistra avrà nel 2013. Se saprà allargare i suoi confini, aggregare, contaminare e contaminarsi, allora è probabile che la sua proposta sarà vincente. Se sarà invece il risultato dell’ennesima conta, tutta interna, allora arriverà l’ennesima sconfitta.
Il tempo per iniziare a costruire la nuova proposta è adesso.
Forza Bisi, forza Ricky.
 
Gianluca Delbarba

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