ECCO PERCHE’ STO CON MATTEO RENZI

La sfida che ha lanciato Renzi in vista delle prossime elezioni politiche merita di essere sostenuta.
Viviamo un momento di grave crisi economica, siamo dentro una recessione lunga e profonda di cui ancora non si intravede la fine, che sta facendo vacillare la solidità finanziaria del paese, sta erodendo le capacità di risparmio e di spesa delle famiglie, sta mettendo a dura prova l’intero sistema produttivo ed economico.
Ma l’Italia vive anche un momento di preoccupante ed evidente frattura tra opinione pubblica e mondo politico, di profonda crisi di fiducia nelle istituzioni, alimentate da segnali di decadimento dell’etica pubblica, da episodi diffusi, ripetuti e trasversali di svilimento della “forma più alta di carità”, per dirla con Paolo VI, in puro e volgare soddisfacimento di appetiti ed interessi personali.
In tutto ciò si avverte oggi un senso di smarrimento ed insieme, acuto e pressante, il bisogno di una innovazione, di un’evoluzione, di un cambiamento del quadro politico.
Le persone che oggi si dichiarano indisponibili a tornare alle urne, insieme a quelle che voterebbero qualunque proposta di rottura del sistema, anche di stampo populista, stanno diventando maggioranza nel paese.
A tale condizione di crisi che segnala una sofferenza della nostra democrazia occorre invece dare una risposta dentro la cornice dei meccanismi istituzionali, non fuori, una risposta che maturi dentro il recinto dei partiti, non a prescindere da essi.
In questo senso, Renzi rappresenta una occasione.
La sua proposta, che invita ad un ricambio profondo una classe politica che, non diversamente da tanti altri settori di questo paese, soffre di un’evidente incapacità di rinnovamento, che si propone di introdurre nel lessico del centrosinistra qualche parola d’ordine inedita, come merito ed opportunità, in grado di indicare un aggiornamento nell’approccio ai problemi del nostro tempo, che cerca di proporsi anche con metodi e linguaggi nuovi, merita di essere incoraggiata e sostenuta.
Lo merita perché si propone non già di demolire quel che resta dei partiti, e del partito democratico in particolare, ma proprio al contrario di ridare dignità alla loro presenza, e perchè allarga finalmente gli orizzonti di riferimento dell’intero centrosinistra, estendendo la sua capacità di sintonia a mondi di riferimento diversi dai tradizionali.
E merita sostegno, questa proposta, nonostante i limiti e le obiezioni che le vengono imputati e mosse.
E’ vero infatti che era forse più corretta una sfida dentro un congresso di partito, mi rendo conto che in questo momento Renzi appare come un uomo solo al comando, ed offre un’immagine assai personalistica della politica, capisco le difficoltà di fare i conti con uno stile ed un modello che appaiono poco ortodossi.
E tuttavia il contesto è tale che forse solo in questo modo, lanciando una sfida dirompente dal sapore un po’ ribelle, è possibile stare alla pari della dimensione della crisi economica e politica che stiamo vivendo.
Per questo ho deciso di dare una mano, di affiancarmi ai tanti che, con un atto di fiducia nel futuro ed un pizzico di coraggio, hanno deciso di sostenere il generoso tentativo di Renzi, nella convinta persuasione che, come riconosce Bersani, da questa grande sfida il partito democratico, il centrosinistra, ma in fondo tutta la politica italiana, possono uscire più forti.

ALFREDO BAZOLI

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RENZI? SI! PERCHE’ PREFERISCO IL MARE APERTO

Ho visto in questi giorni un vivace e appassionato dibattito sulle prossime primarie del Pd. Mi ha fatto piacere vedere che Pdb sia stato e continui ad essere un insieme disomogeneo di persone che, se anche percorrono talvolta strade diverse, hanno la voglia di sentirsi parte di un unico progetto. Ops… Ma non dovrebbe esserlo il PD?
Mi ero ripromessa di scrivere qualcosa, anche se sono all’estero, per motivare, anche io, il mio sostegno a Renzi ma volevo aspettare di aver un attimo di respiro per produrre alcune righe che partissero da un po’ di entusiasmo, volevo un poco di tempo per cercare, con serenità, le mie ragioni. Invece mi trovo qui a scrivere, all’una di notte di sabato sera, nella mia stanzetta dalle pareti gialle di Bruxelles, per un impeto di rabbia e indignazione con un tono che non è quel che speravo.
Ci sono molti motivi per cui ho scelto Renzi anche se, come Riccardo ben descrive, ho avuto bisogno di riflettere: mi va di cambiare, di vedere errori diversi, di vedere volti diversi, di sentire più spesso la parola MERITO al posto della parola diritti. Probabilmente questa mia ultima affermazione farà un po’ specie ma la tutela a tutti i costi di vecchie posizioni e acquisizioni non ha giovato a noi ragazzi, il sindacato spesso non l’ha capito e il Pd, a mio avviso, è troppo spesso ostaggio di queste logiche. Ho pensato che ho voglia di cambiare direzione: se devo affogare che sia almeno in mare aperto e non attaccata a uno scoglio mentre arriva l’alta marea!
Le ragioni che invece mi spingono a rovesciare in questa tarda ora i miei pensieri furibondi su un’incolpevole tastiera sono però di tutt’altro tenore ma non secondarie. Nascono da una conversazione virtuale, una chat, con una amica, compagna di studi, di 32 anni rimasta a Brescia e che vuol cambiare lavoro poiché la sua azienda si trova in situazione, diciamo così, Titanic.
Ero pronta a sentire da lei che non è facile trovare un lavoro, in fin dei conti son uscita dall’Italia all’inizio di settembre i ricordi son ancora freschi, che la stagnazione si sente, che la crisi si sente ma non ero pronta a sentirmi dire “Sono troppo vecchia e troppo vicino all’età in cui, visto che non li ho ancora avuti, farò dei figli”. Le ho risposto in una maniera già triste “Ma dì che sei single?”, risposta “ Questo non basta vogliono sapere i tuoi progetti e comunque non sei una garanzia, tra poco mi chiederanno un certificato di sterilità.” (triste ironia). Da qui non ce l’ho fatta più!
So che Laura, come ha già indicato nel suo articolo, come altre di noi sentirà quel che penso senza che mi dilunghi in spiegazioni, gli uomini, credo, capiranno per immaginazione.

Sono nate così queste domande che motivano ulteriormente il mio sostenere Renzi e Bersani, me ne rendo ben conto, è probabilmente capro espiatorio per molti.

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CARO GIANLUCA, VOTO RENZI PERCHE’ HO SCELTO IL PD E PARTIRE DA BRESCIA

Scrive Gianluca: scelgo Bersani perché “cerca di tenere insieme le culture che hanno portato alla nascita del PD. Lo votero’ perche’ temo la polarizzazione tra componente centrista e componente riformista nel pd. Perche’ e’ un orrore antistorico il timore di molti amici, di “morire comunisti” votando Bersani”.
Bene Gianluca. Ti leggo e poi rileggo un passaggio del Manifesto dei Valori del PD, quello originario, quello del 2008, che recita: “problema di oggi non è mettere insieme i resti di storie passate, ma elaborare una visione condivisa del mondo, costruendo su questa base il progetto di una nuova Italia”.
Ecco. Io credo che siamo tornati al 2008. Si approssimano le elezioni politiche, e siamo tornati a quel bivio. Da un lato la proposta politica del PD originario, un partito moderno, capace di mettersi in ascolto delle istanze che vengono dalla società e di elaborare risposte condivise a queste istanze (che nel frattempo si sono fatte sempre più angosciose). Dall’altro, una federazione di correnti ben radicate nel passato, ciascuna portatrice del compito salvifico di rappresentare “una parte” della società e di guidarla verso magnifiche sorti e progressive.
Sappiamo come è andata.
Oggi abbiamo, da un lato, Bersani, che in questi anni ha consentito di mantenere temi, liturgia, e protagonisti dei “partiti di provenienza”, senza per questo riuscire ad elaborare un chiaro progetto di governo per il Paese – tanto che oggi lo sostengono i montiani di Letta e i socialdemocratici (fuori tempo massimo) di Fassina e Orfini ed il principale alleato del PD è lo stesso Vendola che fece cadere Prodi (in numerosa compagnia, in verità).
Dall’altro Renzi, che una proposta per il Paese ce l’ha, e si tratta di una proposta che sa mettersi in relazione con ciò che sta fuori dal recinto del partito, ma che resta ben radicata nel PD (la “condivisione” del Regolamento delle primarie ha smentito quanti lo davano in uscita del partito) e che si fonda sull’autonomia della politica (significativo l’intervento in coda a Piazza Pulita della scorsa settimana, nel discorso sull’orgoglio degli amministratori per bene di fronte agli attacchi, questi sì populisti, di un certo pezzo di stampa).
Una proposta, lo ha scritto benissimo Riccardo, che poggia sulla “lucidità nell’ individuare con precisione i problemi del Paese, e la sua capacità di portare in primo piano concetti …: il ricambio della classe dirigente, l’apertura di credito verso le nuove generazioni, l’ innovazione dei metodi e dei linguaggi della politica, la costruzione di nuove forme di partecipazione democratica, la centralità del merito contro i privilegi, la necessità di modernizzare il paese con riforme coraggiose”.
Questo è il quadro: che non risulta meno nitido ai miei occhi per il solo fatto che Pierluigi Bersani sia persona capace, autorevole (io stessa l’ho votato per questo alle scorse primarie), probabilmente “fit” per guidare il Paese in questo momento e che sabato all’Assemblea ha dimostrato di avere capito – unico tra i suoi – la necessità dell’apertura della platea delle primarie per non venire sopraffatti dal disgusto dilagante; e che Matteo Renzi, invece, affianchi a un carisma notevolissimo (che non è affatto un demerito, secondo me), alcune caratteristiche meno positive, una eccessiva autoreferenzialità, su tutte, che gli rende estraneo un pezzo significativo del partito, compresi molti innovatori (e in questo in parte concordo con l’analisi di Massimo Balliana in coda al post di Riccardo).
E’ in questo quadro che – nonostante le ombre, che riconosco- ho scelto di votare Renzi e di sostenerne la campagna (promuovendo la nascita a Rovato del locale comitato): per le stesse ragioni per cui prima ho creduto nel progetto del Partito Democratico e poi ho lavorato con tutti voi al progetto di Partire da Brescia:
- perché continuo a credere che oggi non sia urgente conservare ciò che è stato dei “partiti di provenienza”, ma  serva uno scatto coraggioso verso il futuro: ricordo che il sottotitolo del documento di PdB era “rinnovare idee, metodi e attori per costruire il cambiamento”, insomma, siamo stati dei rottamatori ante litteram (anche se non sempre poi abbiamo saputo dare corpo al nostro impegno);
-  perchè credo nell’autonomia, ma non nella primazia della politica sul resto della società: non credo che noi militanti siamo portatori di alcuna verità che ci dà il diritto di decidere per altri, ma solo dell’onere di convincere altri – la maggioranza, auspicabilmente– della bontà delle nostre idee; e mi pare che moltissimi dei sostenitori di Bersani non la pensino così;
-  perché credo che un partito di sinistra debba interloquire (e farsi votare!) non solo da una classe sociale di riferimento o da un blocco monolitico di “elettori del centrosinistra” e Matteo Renzi lo fa (e lo sta cercando di fare anche Ed Millidand il rosso, per dire…);
- perché non credo nell’uomo solo al comando, e penso quindi che l’unico modo per evitare questa deriva sia quello di affiancare Matteo Renzi nel suo viaggio.

Mara Bergomi

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SCELSI PARTIRE DA BRESCIA QUINDI STO CON MATTEO

Nel titolo una provocazione agli amici Riccardo e Gianluca, ma anche per quanto mi riguarda la sintesi di un percorso lineare di impegno politico. Impegno che proprio con PDB ho ritrovato dopo molti anni di impegno prevalentemente civico dedicato all’amministrazione del mio paese che il mio ruolo di Sindaco mi impone e che la mia comunità generosamente mi ha concesso.

PDB rappresentò e continua a rappresentare un’esperienza unica. La volontà di un movimento spontaneo di persone che dal basso decise di giocarsi la propria partita, non c’erano con noi i big (termine esagerato…), non c’erano volontà correntizie, non c’erano posizioni di rendita da difendere, non c’era la volontà di chiedere posti di potere, insomma era un movimento di gente impegnata nel territorio provinciale che chiedeva di giocarsi la propria partita.

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BRESCIANE PER MATTEO RENZI

La mia scelta di sostenere Matteo Renzi alle primarie è per me la naturale conseguenza della decisione che mi ha portato ad entrare nel PD nel 2008, non avendo fino ad allora mai avuto tessere di partito, seguendo l’idea che il Partito Democratico potesse essere il luogo nel quale fare sintesi delle diverse provenienze e storie di ciascuno per costruire, INSIEME, una nuova storia. Una storia per il futuro della nostra città e del nostro paese.
A volte non è andata così, ed ho visto storie personali e appartenenze trasformarsi in solchi quasi invalicabili tra le persone, minando alla base l’idea di unità e collaborazione.
Altre volte, invece, il PD è stato quel luogo di incontro e di creazione di nuove strade che tanti, come me, avevano immaginato per diventare ciò per il quale è nato, un grande partito riformista capace di far entrare in se identità diverse e di elaborarle, superandole, verso un progetto nuovo.
Per le prossime primarie ho scelto di sostenere Matteo Renzi, non solo con le parole ma con l’impegno attivo nel comitato Brescia per Renzi (e “Bresciane per Renzi”), ma più di ogni altra cosa ho deciso di sostenere il PD, partito che ho scelto, verso quella strada di rinnovamento da troppo tempo auspicata ed ancora spesso inattuata.
Prima della bellissima serata di sabato 22 settembre all’auditorium del liceo Leonardo, nella conferenza del comitato, i giornalisti sembravano molto preoccupati di avere in anteprima una specie di “toto presenze” (e toto assenze) dei “big” in sala. Abbiamo risposto che per quella serata ci saremmo augurati di vedere l’auditorium pieno di donne, di genitori e di giovani. E’ stato così, e ne sono felice.
Da qui mi piacerebbe si costruisse insieme, sostenitori di Renzi e sostenitori di Bersani, un progetto nuovo capace di mettere al centro le persone e di riavvicinare uomini e donne, giovani e anziani all’idea di politica come luogo nobile dell’agire dell’uomo e non come luogo di potere, di spreco e arroganza.
Quell’idea di inclusione ed unità, nel rispetto delle reciproche differenze, che ha caratterizzato l’impegno degli amici di Partire da Brescia in questi anni sia in città che in provincia, e che ci consente oggi di intraprendere strade diverse nel sostegno dei candidati alle primarie per ritrovarci domani “all’incrocio che c’è alla fine delle strade” e costruire, INSIEME, una politica nuova.
Come donna, madre, lavoratrice, appassionata di politica solo da pochi anni, sono convinta che ci sia bisogno di una politica saggia, competente e capace di incidere sullo sviluppo economico e sociale, che sappia nuovamente attrarre le forze vitali del paese, a partire dalle donne e dai giovani, spesso allontanati e strumentalizzati dai vertici dei partiti e poco rappresentati nelle istituzioni.
Il nostro paese potrà cambiare solo se sarà capace di ridare fiducia e opportunità concrete ai tanti, troppi giovani “precarizzati”, se saprà valorizzare le donne, la loro capacità di conciliare famiglia e lavoro, bisogni e servizi, educazione e cura, rinnovandosi nei contenuti e nei metodi.
In questa partita io ho deciso di esserci e di contribuire, INSIEME a tutti gli amici, chiunque sia il candidato che essi sosterranno, a costruire insieme il nostro futuro che sarà quello dei nostri figli e dei nostri nipoti. 

Laura Venturi

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VOTO RENZI, MA SCELGO PARTIRE DA BRESCIA

Le Primarie per la scelta del candidato premier del centrosinistra si avvicinano.

E’ giunta l’ora di scegliere.

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VOTO BERSANI, MA SCELGO PARTIRE DA BRESCIA

Prima o poi ai dilemmi bisogna porre fine: ci ho pensato e ripensato.

Non sosterro’ Renzi alle primarie.

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Raccolta Firme “PRIMA GLI ELETTORI”

È bello sapere come anche in altre città molti stiano condividendo le nostre difficili battaglie per affermare meritocrazia, trasparenza e maggiore democrazia interna dentro il PD.
La richiesta di primarie anche per la scelta dei parlamentari è uscita forte dall’iniziativa “Il Nostro Tempo” , tenutasi a Bologna il 22 ottobre scorso.
Queste esperienze, messe in rete, acquisiscono di certo più forza e, soprattutto a Brescia dove segretario e vice-segretario della Federazione Provinciale dimostrano grande sensibilità su questi temi, ci sono ragionevoli speranze di incontrare un consenso sufficiente affinché gli organismi dirigenti provinciali costruiscano un partito nuovo per davvero e un modello convincente di discussione sui temi e di selezione della classe dirigente.
Non si elemosina la democrazia, la si pretende e la si costruisce, con fatica: questo il senso di questa raccolta di sottoscrizioni.
 
Dacci una mano… per il PD, per il Paese…

In allegato trovate il modulo di raccolta firme “PRIMA GLI ELETTORI” che verrà consegnata agli organismi nazionali. Ognuno stampandolo può raccogliere quante più firme riesce e consegnarcele fisicamente o con scansione all’indirizzo partiredabrescia@gmail.com

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FRATI INVOCA LA “FASE DUE” DEL PD

Per chi non avesse avuto l’occasione di leggere l’intervista a Riccardo Frati apparsa su BSNEWS il 13/07/11 la riproponiamo in allegato.

Primarie a tutti i livelli e più spazio ai giovani,

Frati invoca la “fase due” del Pd.

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Il PD di Pisa sulle Primarie

Proponiamo l’ODG approvato dalla Direzione Provinciale del Partito Democratico di Pisa sempre sul tema della difesa delle Primarie come strumento di selezione dei candidati alle Elezioni Politiche Nazionali.
Il desiderio, a Brescia come a Pisa o in altre parti d’Italia, è di strutturare per tempo uno strumento che è nel DNA del Partito Democratico:
PD Pisa su Primarie
Buona lettura

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