NOI VOTIAMO LAURA E RICCARDO….

Tempo fa abbiamo visto una bella vignetta che diceva: “Direttore d’orchestra cerca orchestra… per cambiare musica“.
Della nuova orchestra di Emilio Delbono e del centrosinistra ci sono 2 meravigliosi musicisti: Riccardo Frati e Laura Venturi.
Li conosciamo bene, conosciamo le loro qualità, sarebbero capaci di grandi assoli ma preferiscono da sempre la coralità e l’affiatamento con il resto del gruppo.
 
Ricky, Laura, la loro musica colpisce, è vissuta, mai scontata.
Primum vivere” per restituire alla politica un orientamento sensato che faccia leva sulle loro esperienze, di cittadini bresciani, di lavoratori, di coniugi e di genitori.
 
La loro musica apre la sfida a un modello di sviluppo e di civiltà, che a Brescia intendono cambiare: ristabilendo il primato della vita sul consumo, della socialità sul mercato, della creatività sulla visibilità.
 
La loro musica ci interroga sui temi della crisi, del lavoro e della precarietà, temi fondamentali per la nostra città.
 
La loro musica è un inno alla scuola, alla giustizia sociale, alla tutela dell’ambiente, alla trasparenza e alla pulizia, alla partecipazione come antidoto alla crisi delle democrazie rappresentative.
 
La loro musica mescola politica, società civile, cultura delle differenze, coalizioni sociali, patti intergenerazionale.
 
Nella loro musica c’e’ l’immagine della Brescia che sogniamo, diversa da quella di oggi.
Con Riccardo e Laura, insieme ad Emilio Delbono, per un grande e memorabile concerto che cambi Brescia e ne faccia una città a misura dei nostri sogni.
 
Gianluca  Delbarba
Francesco Esposto
Antonio Vivenzi
Rossella Olivari
Massimo Balliana
Mariaregina Zanelli
Nino Di Bernardo
Niccolò Gatta
Giovanni Buizza

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UMANITA’ E REGOLE

Funzionario del settore traffico e mobilità ai domiciliari con l’accusa di corruzione, concussione e truffa aggravata; ex vicepresidente del consiglio regionale nuovamente indagato per peculato e truffa aggravata; funzionario del Comune e segretario istituto ciechi arrestati per corruzione, turbativa d’asta e truffa nella vicenda delle case vacanza per famiglie; bambini esclusi dalla mensa , i “piccoli esonerati” sono 221 e il debito complessivo dei minori esclusi dall’asilo è di 24 mila euro.

Notizie, apparentemente prive di collegamenti, apparse sui quotidiani locali di questi ultimi giorni. Il collegamento tra le notizie è in effetti rappresentato dal denaro pubblico che viene alternativamente “sprecato” per fini illeciti o “risparmiato” togliendo ad alcuni utenti morosi dei servizi pubblici. Fin qui, a parte l’indignazione crescente nel leggere quotidiane notizie di abusi, truffe, illeciti da parte di amministratori (soggetti che dovrebbero amministrare il denaro pubblico e non rubarlo), non vi sarebbe nulla di nuovo, se non fosse che, per quanto riguarda il tema dei servizi tagliati, gli utenti di riferimento sono minori, bambini della nostra città.

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BRESCIANE PER MATTEO RENZI

La mia scelta di sostenere Matteo Renzi alle primarie è per me la naturale conseguenza della decisione che mi ha portato ad entrare nel PD nel 2008, non avendo fino ad allora mai avuto tessere di partito, seguendo l’idea che il Partito Democratico potesse essere il luogo nel quale fare sintesi delle diverse provenienze e storie di ciascuno per costruire, INSIEME, una nuova storia. Una storia per il futuro della nostra città e del nostro paese.
A volte non è andata così, ed ho visto storie personali e appartenenze trasformarsi in solchi quasi invalicabili tra le persone, minando alla base l’idea di unità e collaborazione.
Altre volte, invece, il PD è stato quel luogo di incontro e di creazione di nuove strade che tanti, come me, avevano immaginato per diventare ciò per il quale è nato, un grande partito riformista capace di far entrare in se identità diverse e di elaborarle, superandole, verso un progetto nuovo.
Per le prossime primarie ho scelto di sostenere Matteo Renzi, non solo con le parole ma con l’impegno attivo nel comitato Brescia per Renzi (e “Bresciane per Renzi”), ma più di ogni altra cosa ho deciso di sostenere il PD, partito che ho scelto, verso quella strada di rinnovamento da troppo tempo auspicata ed ancora spesso inattuata.
Prima della bellissima serata di sabato 22 settembre all’auditorium del liceo Leonardo, nella conferenza del comitato, i giornalisti sembravano molto preoccupati di avere in anteprima una specie di “toto presenze” (e toto assenze) dei “big” in sala. Abbiamo risposto che per quella serata ci saremmo augurati di vedere l’auditorium pieno di donne, di genitori e di giovani. E’ stato così, e ne sono felice.
Da qui mi piacerebbe si costruisse insieme, sostenitori di Renzi e sostenitori di Bersani, un progetto nuovo capace di mettere al centro le persone e di riavvicinare uomini e donne, giovani e anziani all’idea di politica come luogo nobile dell’agire dell’uomo e non come luogo di potere, di spreco e arroganza.
Quell’idea di inclusione ed unità, nel rispetto delle reciproche differenze, che ha caratterizzato l’impegno degli amici di Partire da Brescia in questi anni sia in città che in provincia, e che ci consente oggi di intraprendere strade diverse nel sostegno dei candidati alle primarie per ritrovarci domani “all’incrocio che c’è alla fine delle strade” e costruire, INSIEME, una politica nuova.
Come donna, madre, lavoratrice, appassionata di politica solo da pochi anni, sono convinta che ci sia bisogno di una politica saggia, competente e capace di incidere sullo sviluppo economico e sociale, che sappia nuovamente attrarre le forze vitali del paese, a partire dalle donne e dai giovani, spesso allontanati e strumentalizzati dai vertici dei partiti e poco rappresentati nelle istituzioni.
Il nostro paese potrà cambiare solo se sarà capace di ridare fiducia e opportunità concrete ai tanti, troppi giovani “precarizzati”, se saprà valorizzare le donne, la loro capacità di conciliare famiglia e lavoro, bisogni e servizi, educazione e cura, rinnovandosi nei contenuti e nei metodi.
In questa partita io ho deciso di esserci e di contribuire, INSIEME a tutti gli amici, chiunque sia il candidato che essi sosterranno, a costruire insieme il nostro futuro che sarà quello dei nostri figli e dei nostri nipoti. 

Laura Venturi

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LA RIVOLUZIONE GENTILE

Bella e stimolante la serata organizzata ieri da Città & Dintorni e Città dell’uomo, con Mario Gorlani e Paolo Limonta, coordinatore delle campagne elettorali di Pisapia (per le primarie e per il sindaco).
Cosa occorre fare, cosa non si deve fare.

Molti suggerimenti utili. Anche per Brescia.

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UNA NUOVA POLITICA PER UN NUOVO PAESE

Condivido con voi qualche spunto dell’incontro di Martedì 26 Giugno al centro culturale “Il Chiostro” con Padre Giacomo Costa S.J., direttore della rivista Aggiornamenti Sociali, sul tema “Una nuova Politica per un nuovo Paese: snodi, problemi e prospettive della rigenerazione politica in Italia“.
Padre Costa ha aperto le sue riflessioni partendo dall’analisi dei risultati delle ultime elezioni amministrative, spesso letti come il frutto dell’ennesima ondata di antipolitica: astensionismo in crescita, affermazione di soggetti nuovi, calo dei consensi per i partiti tradizionali. Le cose sono in realtà più complesse, e vedono la presenza di spinte nichiliste che feriscono la coscienza democratica e di energie positive che cercano una soluzione ai problemi. È un po’ come il colesterolo – afferma Padre Giacomo Costa, nell’editoriale del numero di giugno -: è necessario controllare quello “cattivo” e potenziare quello “buono”.
L’articolo propone un’analisi dell’«insofferenza verso l’attuale sistema partitico», a partire dalla constatazione che l’antipolitica è un fenomeno tutt’altro che originale, in particolare in Italia: «non è la società a ritirarsi dalla politica, sono i partiti che hanno perso la capacità di ascoltarla e di comunicare con essa». Tuttavia, essi ricoprono un ruolo fondamentale nella nostra architettura istituzionale: come afferma la Costituzione, «sono gli strumenti che tutelano, favoriscono, rendono possibile il diritto di ogni cittadino a partecipare all’attività politica». Anche il testo del Compendio della dottrina sociale della Chiesa riconosce il loro indispensabile ruolo di orientamento al bene comune delle aspirazioni della società civile.

Rivitalizzare la democrazia italiana richiede una riforma dei partiti e della politica stessa e proprio a tal fine P. Costa indica alcuni requisiti fondamentali perché la politica  possa recuperare quella credibilità che ha perduto.
“Entrare in questa logica – prosegue p. Costa – richiede un robusto cambiamento nella cultura politica del nostro Paese: un inevitabile traguardo di crescita della democrazia ed un passaggio dalla politica troppo spesso fatta per fini personalistici alla politica intesa come servizio al bene comune”.

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D come DANIMARCA, D come DONNA

In Danimarca ha vinto il centrosinistra e Helle Thorning-Schmidt,  leader del Partito socialdemocratico, è diventata la prima donna premier della storia danese.
Della buona notizia mi piace soprattutto la lettera D: D come Danimarca ma soprattutto d come  donna. “Il fattore D” non e’ solo il titolo di un bel libro di Maurizio Ferrera che dimostra come il lavoro femminile rappresenti il motore della crescita dell’economia ma e’ uno dei temi sui quali dovremmo tutti riflettere, da semplici cittadini, da politici, da economisti, da madri e padri.
Una recente indagine Eurostat ricordava, a chi lo avesse dimenticato, come (anche) rispetto all’occupazione femminile siamo in coda tra i Paesi dell’Unione Europea: diminuisce dopo il primo figlio, crolla dopo il secondo. Solo Malta è messa peggio di noi. L’aiuto quotidiano dei nonni è indispensabile per trenta italiane su cento, percentuale che passa al due per cento nel caso delle donne  danesi e svedesi. E poi carriere che si bloccano alla prima gravidanza, part time e telelavoro che non decollano.Prossimamente anche in Italia vedremo qualche donna nei Cda delle società quotate (per merito e per imposizione di legge). Ma non basta.
Molto spetta alla politica, molto agli uomini, moltissimo alle donne.
Percorrere una strada di impegno, serietà e fatica in un paese che soprattutto alle donne propone scorciatoie continue e che trascura le politiche per le donne e la famiglia, non e’ facile. Ma è solo , o soprattutto, dalle donne possono nascere modelli da seguire per altre donne.
Cerchiamo di dimostrare che si e’ aperta una nuova stagione anche per noi!
Laura Venturi

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Una proposta per il giardino Odorici a Brescia

Come residente al Carmine e come mamma fruitrice del giardino Odorici considero la vicenda del parco un’opportunità per capire qual’é il reale modo di intendere il rapporto con la città e soprattutto con i suoi abitanti di questa amministrazione, al di la dei facili proclami.
In una logica di “concertazione e condivisione” che pare diventata la nuova stella polare della giunta, o di una sua parte, e nel tanto parlare che si fa in circoscrizione centro di bilancio partecipativo e di ascolto delle proposte dei residenti, è arrivato il tempo di ascoltare davvero la voce dei cittadini, di quelli che chiedevano di non chiudere la biblioludoteca, di non riaprire le ztl, di non trasformare le piazze in parcheggi, di non smontare la pensilina ed ora di non tagliare 38 piante in modo ingiustificato.
Il parchetto, diventato famoso suo malgrado soprattutto per il progetto di “riqualificazione” che prevede il taglio di 38 dei circa 50 alberi esistenti, è composto dalla collinetta con gli alberi e dai giardinetti sottostanti con i giochi dei bambini, elementi oggi separati gli uni dagli altri data la scarsa accessibilità della collinetta stessa.
L’obiettivo di una vera “riqualificazione” dovrebbe, a mio avviso, far diventare tutti gli elementi citati parte integrante di quella che per i residenti del centro, soprattutto per i più piccoli, è un’ isola di verde e di svago all’interno di un centro storico assai poco “verde”.
La voce dei cittadini, e in particolare dei primi fruitori del parchetto, i bambini, chiede spazi fruibili all’aperto, erba, giochi ma non a qualsiasi costo, ossia non attraverso l’abbattimento di alberi sani.
I residenti del quartiere e i genitori sentono il bisogno di luoghi di aggregazione, stanze per far giocare i loro figli ma anche per parlare e incontrasi tra loro in spazi che diventi luoghi di coesione e di integrazione per tutti. Non chiedono un bunker, pur se rimesso a nuovo.
Questo è anche ciò che come consiglieri del Partito Democratico chiediamo da quasi tre anni in consiglio di circoscrizione, sentendoci rispondere ogni volta “bello, giusto, vero…ma mancano i fondi”.
Questo é quello che continuerò a fare per i due anni che mi restano alla fine del mio mandato, reagendo ogni volta che un progetto viene calato dall’alto, come sta accadendo con la caserma Randaccio, altro luogo fondamentale per la nostra circoscrizione la cui destinazione a campus universitario non dovrebbe in alcun caso privare di spazi i residenti in centro storico ma che anzi andrebbe anch’esso “pensato” insieme.
All’amministrazione chiedo di ripensare insieme al quartiere il progetto di riqualificazione del parco, di farne un terreno di prova per superare le barriere ideologiche e guardare alle esigenze e ai bisogni dei nostri concittadini. Magari un progetto “ripensato” consentirebbe di risparmiare qualcosa rispetto alla spesa prevista (pari a 1.600.000 euro complessivi) destinando risorse economiche alla nostra circoscrizione e alle esigenze dei suoi residenti. 
Il parco Odorici può diventare il luogo simbolico nel quale l’attuale amministrazione si dimostri capace di mettere in pratica quanto fin troppe volte ha proclamato: ascoltare i bisogni, agire per priorità, tutelare le fasce più deboli, investire con rispetto del denaro pubblico.
Questa è la sfida che vorrei lanciare al Sindaco e alla giunta: fare del piccolo parco Odorici, oggi “isola che non c’è”, una vera isola di verde (non tagliato), di svago, di integrazione e di coesione sociale.

27 febbraio 2011
Laura Venturi
Consigliere PD Circoscrizione Centro

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La dignità delle donne, e non solo

Mentre una parte del paese sprofonda nelle cronache di via Olgettina, residence-scuderia che fa da sfondo a storie di scudieri, stallieri, giullari e donne-trofeo sempre pronte al richiamo, c’è un’altra Italia che si indigna, che scende in piazza per difendere i valori di democrazia e libertà, per proteggere il futuro dei propri figli. Ci sono donne che dopo anni di battaglie per pari opportunità mai raggiunte, si ritrovano oggi a combattere per la difesa del valore più alto che un essere umano possiede, la dignità, e che, con libertà e giustizia, si sono ritrovate in migliaia al Palasharp di Milano il 5 febbraio.
La distanza che separa via Olgettina dal Palasharp racconta le storie di milioni di donne: quelle che ogni mattina si svegliano, portano i bambini a scuola, vanno al lavoro, cercano di districarsi tra la biancheria da stirare, la partita di calcio dei figli e, ogni tanto, un cinema con le amiche. Quelle che hanno trascorso una vita accudendo gli altri, mariti, figli, genitori anziani ed hanno dovuto rinunciare alla loro vita, non solo lavorativa.

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