LA RIVOLUZIONE GENTILE

Bella e stimolante la serata organizzata ieri da Città & Dintorni e Città dell’uomo, con Mario Gorlani e Paolo Limonta, coordinatore delle campagne elettorali di Pisapia (per le primarie e per il sindaco).
Cosa occorre fare, cosa non si deve fare.

Molti suggerimenti utili. Anche per Brescia.

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BRESCIA, PISAPIA & UNIVERSITA’

A Milano il candidato del centro sinistra, Giuliano Pisapia, oltre a presentare la sua figura gentile, caso più unico che raro, ha presentato anche un corposo programma su come intende agire per cambiare Milano e farla ritornare quel motore economico e morale di inizio anni ’90.
In particolare, per l’importanza che la città riveste nel campo della cultura, è degno di nota il capitolo che Pisapia dedica alla cultura e più specificatamente all’Università. Egli porta 6 punti di sviluppo per la vita universitaria, non vista come un qualcosa chiuso all’interno delle quattro mura degli atenei, ma che si allarga ad abbracciare tutta la città di Milano, riconoscendo cosi lo status di studente universitario, e non di semplice cittadino che per propria scelta frequenta gli studi universitari nella capitale lombarda.
Potete leggere il suo programma cliccando su http://www.pisapiaxmilano.com/wp-content/uploads/2011/04/programma-coalizione.pdf  e leggendo da pagina 29.
 
Pisapia ha capito quelli che molti politici e rappresentanti fanno fatica a capire, in Italia e anche a Brescia.
La crisi economica che stiamo attraversando ha dimostrato ancora una volta che per innovarci – non solo economicamente – e per essere produttivi è necessario investire nella ricerca e nella cultura. Un investimento che non deve però fermarsi ai finanziamenti alla ricerca o alla didattica, ma che deve incentivare in modo serio lo studente universitario ad essere un esploratore della cultura e del sapere a 360°. Oltreché incentivare la formazione dello specialista, bisogna incentivare la formazione del cittadino, cittadino locale e contemporaneamente europeo.
Incentivare la formazione del cittadino, oltreché quella dello specialista, vuol dire avere in futuro abitanti più consapevoli e coscienti dei cambiamenti in atto attorno e nella società con una conseguente caduta di attrattiva dei movimenti populistici e antisociali.

Tutto ciò è ancora più impellente nel territorio comunale e provinciale bresciano, che data la sua natura fortemente secondaria incapace di innovarsi, ha sofferto fortemente la crisi, e quindi un forte ritorno del populismo nelle sue forme più gravi.
La città di Brescia, dall’amministrazione alla cittadinanza, non ha fino ad oggi colto a mani piene la grande opportunità di trasformarsi da città industriale e locale in città universitaria ed europea ricca di cultura e socialmente dinamica. Oggi Brescia deve avere il coraggio di crescere e diventare avanguardia culturale come ad inizio del secolo scorso è stata l’avanguardia nell’industrializzazione del nostro paese.

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