Una proposta per il giardino Odorici a Brescia

Come residente al Carmine e come mamma fruitrice del giardino Odorici considero la vicenda del parco un’opportunità per capire qual’é il reale modo di intendere il rapporto con la città e soprattutto con i suoi abitanti di questa amministrazione, al di la dei facili proclami.
In una logica di “concertazione e condivisione” che pare diventata la nuova stella polare della giunta, o di una sua parte, e nel tanto parlare che si fa in circoscrizione centro di bilancio partecipativo e di ascolto delle proposte dei residenti, è arrivato il tempo di ascoltare davvero la voce dei cittadini, di quelli che chiedevano di non chiudere la biblioludoteca, di non riaprire le ztl, di non trasformare le piazze in parcheggi, di non smontare la pensilina ed ora di non tagliare 38 piante in modo ingiustificato.
Il parchetto, diventato famoso suo malgrado soprattutto per il progetto di “riqualificazione” che prevede il taglio di 38 dei circa 50 alberi esistenti, è composto dalla collinetta con gli alberi e dai giardinetti sottostanti con i giochi dei bambini, elementi oggi separati gli uni dagli altri data la scarsa accessibilità della collinetta stessa.
L’obiettivo di una vera “riqualificazione” dovrebbe, a mio avviso, far diventare tutti gli elementi citati parte integrante di quella che per i residenti del centro, soprattutto per i più piccoli, è un’ isola di verde e di svago all’interno di un centro storico assai poco “verde”.
La voce dei cittadini, e in particolare dei primi fruitori del parchetto, i bambini, chiede spazi fruibili all’aperto, erba, giochi ma non a qualsiasi costo, ossia non attraverso l’abbattimento di alberi sani.
I residenti del quartiere e i genitori sentono il bisogno di luoghi di aggregazione, stanze per far giocare i loro figli ma anche per parlare e incontrasi tra loro in spazi che diventi luoghi di coesione e di integrazione per tutti. Non chiedono un bunker, pur se rimesso a nuovo.
Questo è anche ciò che come consiglieri del Partito Democratico chiediamo da quasi tre anni in consiglio di circoscrizione, sentendoci rispondere ogni volta “bello, giusto, vero…ma mancano i fondi”.
Questo é quello che continuerò a fare per i due anni che mi restano alla fine del mio mandato, reagendo ogni volta che un progetto viene calato dall’alto, come sta accadendo con la caserma Randaccio, altro luogo fondamentale per la nostra circoscrizione la cui destinazione a campus universitario non dovrebbe in alcun caso privare di spazi i residenti in centro storico ma che anzi andrebbe anch’esso “pensato” insieme.
All’amministrazione chiedo di ripensare insieme al quartiere il progetto di riqualificazione del parco, di farne un terreno di prova per superare le barriere ideologiche e guardare alle esigenze e ai bisogni dei nostri concittadini. Magari un progetto “ripensato” consentirebbe di risparmiare qualcosa rispetto alla spesa prevista (pari a 1.600.000 euro complessivi) destinando risorse economiche alla nostra circoscrizione e alle esigenze dei suoi residenti. 
Il parco Odorici può diventare il luogo simbolico nel quale l’attuale amministrazione si dimostri capace di mettere in pratica quanto fin troppe volte ha proclamato: ascoltare i bisogni, agire per priorità, tutelare le fasce più deboli, investire con rispetto del denaro pubblico.
Questa è la sfida che vorrei lanciare al Sindaco e alla giunta: fare del piccolo parco Odorici, oggi “isola che non c’è”, una vera isola di verde (non tagliato), di svago, di integrazione e di coesione sociale.

27 febbraio 2011
Laura Venturi
Consigliere PD Circoscrizione Centro

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