MEMORIA POLITICA dopo 16 mesi di Governo

Qualche giorno fa sono stato invitato da Laura Pennacchi ed ho avuto l’opportunità di incontrare e ascoltare Fabrizio Barca, intento a spiegare il suo Manifesto “Un partito nuovo per un buon governo”, presso la sede della Fondazione Basso a Roma.

Ho ricavato l’impressione di un profilo culturale molto alto. Mi piaceva e mi piace l’idea che uno studioso, un rinomato dirigente pubblico nonché ex Ministro della Repubblica che, proprio al termine della sua esperienza nel governo dei tecnici, abbia deciso di iscriversi al PD per la consapevolezza della necessità della politica per guidare il nostro Paese.

Le sue parole d’ordine sono: mobilitazione cognitiva e sperimentalismo democratico. L’impostazione è chiaramente socialdemocratica.

Devo ammettere che pur apprezzando lo spessore culturale e l’idea di ragionare su un modello di partito che non sia troppo evanescente o troppo legato ai semplici destini dei suoi leader, la proposta mi è parsa dal sapore novecentesco, poco adatta insomma ai modi, ai tempi della politica moderna.

Quanti italiani desiderano interrogarsi sui temi proposti da Barca? Quanti italiani sanno comprendere un vocabolario così difficile?

Se sarà un semplice contributo alla discussione congressuale del PD, allora sarà comunque uno spunto di riflessione importante. Pur sapendo che il compito della politica è oggi quello di ridurre la frattura e la distanza siderale che la divide dai cittadini. Puntando su messaggio chiari e diretti.

Per chi volesse approfondirlo vi lascio il link: Un partito nuovo per un buon Governo

Gianluca Delbarba

 

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