VOTO BERSANI, MA SCELGO PARTIRE DA BRESCIA

Prima o poi ai dilemmi bisogna porre fine: ci ho pensato e ripensato.

Non sosterro’ Renzi alle primarie.

E’ brillante, carico, gli italiani (di sinistra e di destra) lo guardano come un totem, con lui vinceremmo più facilmente le elezioni, con lui ci sarebbe una svolta nella classe dirigente.

Tutto vero.

Ma penso alla politica come a qualcosa di più, non basta (non puo’ più bastare) piacere alla gente, essere in sintonia con gli umori degli italiani.

Sono stufo dei personalismi, dei salvatori della patria, dei supermen. Mi piace pensare a una politica che venga premiata più per quello che si dice che per come lo si dice.

Dopo 20 di berlusconismo, di culto della personalita’, di una politica che, anche nel pd, e’ stata una divisione sulle persone e non sulle idee, penso ci sia bisogno di un’altra soluzione.

Bersani non affascina, ha poco carisma ma predica, con umilta’, il ritorno del primato della politica sana sugli interessi dei potentati economici e finanziari, indica una alleanza difficile ma interessante, cerca di tenere insieme le culture che hanno portato alla nascita del pd.
Lo votero’ perche’ temo la polarizzazione tra componente centrista e componente riformista nel pd. Perche’ e’ un orrore antistorico il timore di molti amici, di “morire comunisti” votando Bersani.

Se non scegliera’ pero’ la strada del rinnovamento (vero) sara’ giustamente travolto dalla voglia (comprensibile) di cambiamento.

Non lo votai nemmeno 3 anni fa, oggi si’. Senza entusiasmo, senza esserne un ultras.

Non bastera’ un grande risultato di Renzi per cambiare il PD.

Sara’ un colpo fortissimo alle vecchie classi dirigenti, che non sono solo a Roma. Che sono a Brescia e persino nei nostri piccoli paesi.

Il cambiamento o sara’ un cammino lungo e impegnativo o non sara’.

E il percorso per il cambiamento a Brescia non comincia nell’autunno del 2012: e’ iniziato 2 anni fa, con le primarie provinciali.
Quando facemmo, senza l’aiuto di una mozione nazionale di riferimento, una sorta di mozione Renzi in salsa locale, con Partire da Brescia.
Senza il clamore della stampa e dei media. Soli, con le nostre idee e le nostre istanze.

Non si butta via quel percorso. Non si puo’.

C’e’ un pezzetto di strada che non faro’ con voi, amici Partenti che sosterrete Renzi, ed e’ uno dei motivi della tristezza con cui, personalmente, vivro’ queste primarie.

Io vi aspetto un po’ più in la’, all’incrocio che c’e’ alla fine delle strade che rispettivamente stiamo per fare.

Con voi alla guida, la mozione Renzi non sara’ un comitato per la spartizione delle poltrone (come spesso la politica e’ stata) ma l’inizio di una politica nuova.

Ciao.

Un sorriso (si chiude cosi’ vero?)

Gianluca Delbarba

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10 Responses to VOTO BERSANI, MA SCELGO PARTIRE DA BRESCIA

  1. Pierluigi Labolani

    VOTERO’ BERSANI, MA RINGRAZIO RENZI

    A poche ore dal voto ho finalmente deciso anch’io chi votare alle Primarie: voterò Bersani. E’ stata una scelta davvero difficile, difficilissima per me. Ho cercato nel corso di queste settimane di ascoltare, vedere, riflettere: gli stimoli sono stati moltissimi e utilissimi, dai giornali, ai dibattiti tv, alle riunioni di circolo agli incontri di paese, dove alcuni rappresentanti delle mozioni portavano la loro testimonianza.
    L’idea che avevo all’inizio era che fosse necessario un forte cambiamento per il PD e per il paese: troppa politica incrostata, troppi politici inamovibili, troppo vecchiume che per anni ha bloccato tutte le opportunità di crescita e miglioramento del paese. Soprattutto poi per la mia esperienza a livello provinciale nel PD, sentivo sulla pelle la necessità di un forte rinnovamento, il bisogno di far “spostare” gli inamovibili pluridecennali protagonisti della vita politica bresciana, ancora convinti che la loro presenza sia necessaria e indispensabile.
    Ma poi ho riflettuto sull’obiettivo di queste primarie: individuare chi, tra i candidati, potrà essere il migliore a guidare il paese dopo le prossime elezioni politiche. A Partire da Brescia ci siamo sempre detti che la selezione deve essere fatta sulla competizione vera, dopodichè scegliamo, insieme, chi è il migliore e lo sosteniamo. Beh, il migliore dei 5 candidati, per guidare l’Italia nei prossimi 5 anni, è sicuramente Pierluigi Bersani. Lo ha dimostrato in questi anni, con umiltà e serietà, anni nei quali tenere insieme un partito e fare politica seriamente e con credibilità era davvero una sfida improba (lo abbiamo visto come sono finiti gli altri partiti). Lo ha dimostrato anche negli ultimi mesi, sia per come ha condotto il Partito, sia per come ha costruito a livello europeo un progetto di rinnovamento forte, ampio e di lungo termine.
    Ho maturato questa scelta in condizioni difficili: molti Bersaniani (almeno a livello bresciano) hanno fatto di tutto in questa campagna elettorale per far perdere voti al segretario. Gli stessi inamovibili di cui sopra sono diventati i maggiori P.R. di Bersani, inviando migliaia di email, sms, facendo telefonate e presenziando ovunque. Non hanno capito che il messaggio del rinnovamento riguarda soprattutto loro, che dovrebbero una volta per tutte imparare a mettere davanti al loro egocentrismo e alla loro smania di apparire il bene del Partito e dell’Italia. Ma sarebbe un errore scegliere il candidato premier sulla base dei difetti dei relativi sostenitori. Per migliorare il partito ci sarà, tra breve, il Congresso: lì ragioneremo sul partito e sul suo rinnovamento.
    Un ultimo pensiero: la campagna elettorale delle primarie è stata intensa e bella. Peccato per alcuni che, ancora una volta, hanno avuto bisogno di trovare un nemico da colpire: segno dell’incapacità di molti, ancora oggi, a vivere con serenità la competizione e la sfida. Renzi ha fatto benissimo al partito, è grazie a lui se oggi abbiamo la possibilità di svolgere delle primarie che hanno segnato la distanza tra il nostro partito e le macerie degli altri. Spiace (è stato molto triste) vedere politici affermati (anche locali) inveire contro “il nuovo nemico” con arroganza e spocchia, anziché affrontarlo con rispetto per le diversità programmatiche. Come dire che non si impara mai dagli errori del passato (Berlusconi, la Lega, etc..). Renzi è stato fondamentale per il PD e per la politica italiana: spero che rimarrà in campo in ogni caso: il Congresso è vicino e avremo bisogno di un nuovo segretario…

    • Rossella

      Io invece, caro PierLuigi, resto sempre più convinta della scelta che ho fatto, Renzi! E’ davvero triste essere qui e vedere che ogni giorno che passa trovi sempre meno ragioni per tornare… Credo che se non vogliamo gli uomini soli al comando allora sono davvero importanti i contesti con cui questi si presentano e purtroppo Bersani, per conto mio, si porta appresso proprio quel carrozzone che è piena parte in causa di una politica che ha causato e causa questa lenta emorragia di giovani di cui non credo siamo ben coscienti perchè silenziosa. E si badi bene non sono solo più i cervelli in cerca di ricerca ad andarsene…
      Solo nel mio comune, Gussago, nell’ultimo anno già ben 4-5 ragazzi son partiti per l’Australia in cerca di fortuna, altro gruppo nella vicina Cellatica, in due siam qua in Belgio, di altri ho perso il conto. Credo che su questo si debba riflettere.
      Certe volte mi pare che siam “loffi” ( perdonate il gergale) pure nell’essere egoisti, se tutti questi se ne vanno, care generazioni che state prima di noi e di quelli dopo di me, chi pagherà le vostre pensioni? Chi pagherà la vostra sanità? Chi manterrà le vostre scuole?
      Forse è il caso che un po’ del potere decisionale sia, come dovrebbe essere fisiologico, dato anche alle generazioni che devono, vogliono e stanno costruendo il presente!

  2. Raffaele

    Se Renzi non vincerà sosterrò Bersani perchè tutto ciò che scrivi del suo modo di fare politica è ma condiviso. Non condivido affatto, ed è segno di estrema superficialità, quello che dici di Renzi. Cose lette sui giornaletti di una certa sinistra. Sei mai stato alla Leopolda ad ascoltare cosa rappresentavano quegli incontri ? Non credo proprio altrimenti, intelligente come ritengo tu sia, non parleresti in questo modo. E scusami se sono poco cortese ma quando una persona che stimo toppa in questo modo mi fa veramente incazzare.
    Ciao

    • Silvio

      Raffaele, mi verrebbe voglia di repiicarti “excusatio non petita, accusatio manifesta”, per essere sicuro ho riletto il mio post per essere sicuro e ho nominato Renzi una sola volta, e non in un passo negativo, mi sembra. Se ti sei adombrato perchè fra i nomi da me citati che sostengono Renzi e che mi rassicurano sulle buone intenzioni non c’è il tuo, rimedio subito: “Il fatto di sapere che con Renzi ci sono RAFFAELE, Nino, Antonio, Laura, Mara, Niccolò, Riccardo mi fa, d’altro canto, stare più che tranquillo sulla serietà e sulla lealtà dei miei competitori.”
      Ciao, Silvio

      • Raffaele

        Silvio: il mio commento non era per te ma per Gianluca.
        Conosco bene la tua posizione che da tempo è sempre stata la stessa anche se non ha dato nessun risultato tangibile. Io non credo che sia più il tempo di fare delle inutili battaglie da dentro perchè non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Dobbiamo farlo usando gli strumenti della democrazia partecipativa. Sono i cittadini che manderanno a casa le persone e non gli oscuri intrallazzi di qualche pietoso dirigente di partito ed i suoi accoliti. Certamente una volta c’erano dirigenti di ben altro spessore e quindi era anche accettabile il metodo. Ma ora….

        • Silvio

          Ok, Raffaele. Non c’è problema. Io penso che i concetti ch ho espresso siano ancora validi, ma penso anche che senza te e gli altri partenti resteranno solo concetti.

          • Raffaele

            Io parlo per me: ci sarò sempre con tutti i miei limiti e la volontà ferrea di non avere nessuna poltrona. A me piace la libertà di poter difendere le mie idee senza pensare che questo comprometta il mio posto di lavoro.
            Non è così per tutti e lo comprendo.

  3. comandante mark

    Io voto Bersani, e scelgo il Pd. Anch’io, penso ormai sia noto, sostengo Bersani e lo faccio ispirandomi al Qohelet: “C’è il tempo per amare e il tempo per odiare,
    il tempo per la guerra e il tempo per la pace.” Adesso è tempo di unità e non di divisione (l’anno prossimo ci sarà il congresso del Pd e allora ci si dividerà e ci si confronterà): ci aspettano le elezioni, che non possiamo permetterci di perdere o di non vincere perchè, in tal caso, nella migliore delle ipotesi, ci aspetta un Monti-bis, magari senza Monti, ma con De Mita, Pomicino, Montezemolo, Marcegaglia, ecc. ecc.
    Sostengo Bersani perchè, come ha detto Debora Serracchiani alla festa zonale del Pd della Franciacorta, le primarie per il candidato premier il Pd le ha già fatte al suo interno tre anni fa, e le ha vinte Bersani, e lo dico da elettore di Marino ma, coerentemente con quanto espresso dalla mia mozione di allora, leali al segretario, qualunque esso sia, espresso dal congresso.
    Sostengo Bersani perchè stiamo scegliendo un candidato leader della coalizione (attenzione, se si vuole essere fedeli alla Costituzione vigente, non si può parlare di candidato premier perchè il premier, usiamo questo anglicismo, anche se a me non piace, in Italia è scelto dal Capo dello Stato e deve godere la fiducia delle Camere), non un segretario di Partito: dobbiamo parlare più di Italia che di Pd, dobbiamo unire e non dividere, creare i presupposti per un’unione tra riformisti e moderati e questo lo può fare meglio Bersani, che si trova a suo agio sia quando parla all’anima laica, sia a quella cattolica (da cui io provengo), che può parlare alla piccola media-impresa, così come ai dipendenti, pensionati, disoccupati; il progetto originario del Pd.
    Sostengo Bersani perchè voglio essere orgoglioso di mostrare, sia nelle campagne elettorali per le primarie che in quelle nazionali, il simbolo del Pd: io non mi vergogno di dire chi sono, da dove vengo e dove voglio andare, che il mio partito ha un programma, elaborato faticosamente ma democraticamente, e non scelto da pochi eletti.
    Sostengo Bersani perchè ha avviato, tra mille difficoltà, il processo di rinnovamento (una segreteria composta in gran parte da quarantenni) e non va lasciato solo ma incoraggiato.
    Sostengo Bersani insieme a tanti giovani che ci sono anche di qua, a molti dei quali sono grato per avermi sostenuto tra i primi nella battaglia contro il Sole delle Alpi ad Adro.
    Sostengo Bersani perchè sono favorevole alla ricandidatura di D’Alema, Veltroni, Bindi, Marini e c., ma solo con una legge che ripristini il maggioritario uninominale: in tal caso, potranno mostrare a tutti il loro valore, non candidandosi in Emilia, Toscana o Umbria ma qui al nord, dove il centrodestra ha il 70% delle preferenze: se sono bravi come dicono, dovrebbero ribaltare il risultato……
    Il fatto di sapere che con Renzi ci sono Nino, Antonio, Laura, Mara, Niccolò, Riccardo mi fa, d’altro canto, stare più che tranquillo sulla serietà e sulla lealtà dei miei competitori.
    Buone primarie a tutti e troviamoci al termine per combattere insieme la battaglia per il governo (e la salvezza) dell’Italia

    • Silvio

      Scusate, sono ancora un po’ inalfabeta del blog e ho dimenticato di firmarmi con il mio nome, il commento del comandante mark è mio, Silvio

  4. Alberto Bellotto

    Quanto mi ritrovo in queste motivazioni! Grazie del contributo

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