UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE E NUOVE REGOLE PER I PARTITI

Sabato 16 Giugno c’ero anche io, al Centro Paolo VI, ad ascoltare le proposte del Movimento politico per l’unità dei cattolici.
Non sono rimasto deluso, specialmente dal lucido e convincente intervento del Prof. Mario Gorlani.
Dopo un appassionato richiamo ai principi etici del cristianesimo sociale ed impegnato da parte di Lucia Fronza Crepaz, già deputata e responsabile affari sociali della Democrazia Cristiana, a tenere banco è stato proprio Mario Gorlani.
La sua sarebbe dovuta essere una relazione tecnica, un professore universitario di diritto pubblico in cattedra a spiegare le caratteristiche dei diversi sistemi elettorali.
L’intervento di Mario Gorlani non si è limitato a questo: il professore ha efficacemente “sconfinato”, è entrato (elegantemente) nel mare agitato e pericoloso della politica, evidenziando le forti analogie tra le crisi morale, politica economica del ’92 (con la crisi dei partiti storici, il passaggio dal sistema proporzionale al Mattarellum, la nascita della Lega Nord, tangentopoli) e la situazione dei giorni nostri (crisi economica, nuova pesante ondata di scandali, dibattito in merito a nuova legge elettorale, crisi dei partiti, successo della Lista Grillo).
Mario Gorlani ci ha ricordato, pur nel suo ruolo tecnico, come non basti una nuova legge elettorale a cambiare la politica e risollevare le sorti del Paese.
La politica è fatta di forze politiche, e queste sono fatte di uomini e donne.
Ecco dunque la centralità della riscoperta di valori portanti della nostra società, della moralità, della trasparenza e della pulizia, della ricerca del bene comune come bussola irrinunciabile.
Mi hanno colpito i suoi ragionamenti sulla necessità impellente di spersonalizzare la politica (dopo 20 anni di berlusconismo imperante), nel senso di non concepirla più solo come una disputa tra leaders, e la convinzione che per migliorare la politica si debba fare in modo che questa non sia più la scelta di una professione con buone possibilità di arricchimento (con indennità troppo elevate) bensì una scelta coraggiosa e temporanea, di dedicarsi per qualche anno alla propria comunità.
Per Gorlani infine, il richiamo all’unità dei cattolici non è parso la risposta ad un bisogno nostalgico e identitario, bensì una scelta forte di confronto all’interno del mondo cattolico, per affrontare poi, ciascuno nel proprio partito, nella propria associazione, nel proprio sindacato, quei valori e quei riferimenti alti e irrinunciabili che permeano la cultura e la storia del cattolicesimo democratico e sociale, e che sono preziosi e utili per il miglioramento della tenuta e della coesione delle nostre comunità.
Dopo la chiara volontà di Marco Fenaroli di portare (o meglio riportare) la sinistra dentro la società, la presentazione del libro di Emilio Delbono con la raccolta dei suoi interventi che raccontano dei suoi progetti per la città, l’intervento di Mario Gorlani all’evento organizzato del Movimento Politico per l’Unità: se il buongiorno si vede dal mattino….

Gianluca Delbarba

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BASTA CASTELLI IN ARIA

I quotidiani locali odierni riportano, oltre alla notizia della soppressione delle corse notturne dei bus urbani, anche quello, già preannunciato, dell’aumento delle rette per i bambini iscritti alle scuole materne cittadine per il 2012/2013 e quello dell’aumento delle tariffe dei servizi mensa e ristorazione scolastica erogati dal Comune che, a partire dal 2012/13, aumenteranno del 30% per chi rientra nella fascia Isee oltre i 20.000 euro e del 20% per i non residenti sul territorio comunale. Sempre di qualche settimana fa la notizia della continua diminuzione delle iscrizioni ai nidi comunali, con cali fino al 30%, dettato anche dalla difficile congiuntura economica che ha imposto a molte famiglie del territorio a non iscrivere i propri figli al nido per risparmiare sulle rette (che vanno da un minimo di 100 euro ad un massimo di 598 euro mensili) e del “conseguente” incremento delle rette che subiranno un aumento un aumento del 6% circa. Come donna, come lavoratrice e madre di due bambini piccoli non posso non ricordare che l’Unione Europea nella Strategia di Lisbona parlava anche e soprattutto di asili nido, fissando agli stati membri l’obiettivo di raggiungere entro il 2010 la quota del 33% di posti disponibili per 100 bambini in età 0-3 anni (il livello dell’Italia è del 9,9%, molto lontano dal 33%). Sempre di questi giorni la conferma che l’amministrazione comunale, malgrado le enormi difficoltà di bilancio che impongono drastici tagli soprattutto alle spese per il sociale e per l’istruzione, è decisa a non rinunciare al parcheggio sotto il castello (a fronte del parcheggio di Fossa Bagni che risulta avere sempre posti liberi disponibili), malgrado le critiche provenienti non soltanto dalle forze di minoranza ma da molte associazioni ambientaliste, dalle Acli e da moltissimi cittadini.

Quale relazione esiste tra la soppressione delle corse notturne degli autobus, la scelta di avviare le opere per il parcheggio sotto il castello  e l’incremento delle rette ai nidi e alle materne?

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