LA DECRESCITA FELICE E’ UN’ UTOPIA, MA LA CRESCITA INFELICE E’ UNA FOLLIA.

Note a margine dell’articolo di Gianluca Delbarba dal titolo:  “Quando non basta dire no”, pubblicato su Oltregibilterra il 5 luglio 2011.

Gianluca ha lanciato su questo sito una provocazione intelligente e stuzzicante, evocando dubbi che spesso vengono enunciati, ma troppo raramente approfonditi.

Ci si chiede:
- oggi la sinistra italiana non rischia di porsi come la parte politica che, seppure per difendere ideali e valori nobilissimi,  si oppone molto e propone poco? Non rischia di porsi in termini puramente conservativi, rifiutando la sfida con la modernità?
- In particolare, le convinzioni di coloro che, anche nel PD, hanno individuato nella tutela dell’ambiente e del territorio la nuova frontiera avanzata della azione politica, non rischiano di accreditare l’immagine di una sinistra che vagheggia un improponibile “ritorno al passato” , attratta dalla idea che una “decrescita felice” sia possibile se non auspicabile?
- E ancora, il movimentismo ambientalista non rischia spesso di cadere nelle distorsioni del “non nel mio giardino”, non rischia talvolta di tradursi in irrazionale populismo?

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DOCUMENTO PD GARDESANO SU ABOLIZIONE PROVINCE

La Camera ha bocciato l’abolizione delle province, determinante l’astensione del Partito Democratico. I voti contrari sono stati 225, quelli a favore dell’abolizione 83, gli astenuti sono stati 240.

I sottoscritti (coordinatori di circolo, iscritti ed elettori pd) voglio esprimere con questo documento un giudizio negativo rispetto la posizione assunta dal partito. Quanto accaduto è stato grave, si parla infatti di una proposta che vaga da 51 anni e riteniamo le motivazioni addotte dal gruppo dirigente poco esaustive. I nostri deputati avrebbero infatti avuto tutto il tempo di riflettere e modulare le norme integrative, perché la legge in discussione era una legge costituzionale che quindi avrebbe previsto più passaggi in aula. C’era il tempo di immaginare cosa inserire. In termini economici significava risparmiare 13 miliardi di euro,una operazione necessaria per contrastare da subito una manovra di tagli in settori strategici, che solo nella sanità ammontano a 7,5 miliardi di euro. 

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