BresciaNONrespira: Pm10 fuori controllo

Amiche e amici di Bresciarespira, é trascorso un anno da quando leggevamo sui quotidiani locali parole di allarme per l’inquinamento da Pm10. Ad oggi la situazione é peggiorata – siamo a 25 giorni di esubero – e l’amministrazione persevera nel suo IMMOBILISMO COLPEVOLE. Lo scorso anno sindaco e assessori ci dicevano che “il quadro é sotto controllo” e annunciavano la costituzione di un “tavolo per il controllo e il monitoraggio della qualità dell’aria”. Ad oggi sappiamo che la situazione é FUORI CONTROLLO e che il tavolo non ha prodoto risultati. Dopo aver dato vita nel gennaio 2010 a Bresciarespira, con lo scopo di sensibilizzare la città, e soprattutto i genitori, al tema dell’inquinamento ed ai danni prodotti alla nostra salute ed a quella dei nostri figli, abbiamo deciso di aderire con altri amici al circolo Ecodem di Brescia proprio per unire le tante sensibilità sul tema ambientale e per fare qualcosa di concreto.

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Davos, processo all’ Italia Marginale e in declino paralizzata da Berlusconi

Per chi non mastica abitualmente discorsi di economia mondiale proponiamo questa istantanea molto significativa  sull’immagine internazionale dell’Italia dal World Economic Forum di Davos dalle pagine di Repubblica del 29 Gennaio 2011.

Gli altri leader europei vengono qui per “dare la linea” al World Economic Forum. In 48 ore si succedono a Davos Nicolas Sarkozy, David Cameron, Angela Merkel: espongono una visione dell’ Europa, le loro ricette per la ripresa, le strategie verso l’ America e i paesi emergenti. All’ Italia tocca un ruolo diverso a Davos: quello dell’ imputata. Il campionario di dirigenti mondiali che si riunisce in questo summit – statisti, grandi imprenditori, opinion leader – riserva al nostro paese una sessione a porte chiuse. Intitolata “Italia, un caso speciale”. La riunione viene presentata così dagli organizzatori nel documento introduttivo: «Malgrado la sua storia, il suo patrimonio culturale, la forza di alcuni settori della sua economia, il paese ha difficoltà di governance e un’ influenza sproporzionatamente piccola sulla scena globale. Le sue prospettive economiche e sociali appaiono negative». A istruire il processo, l’ establishment di Davos delega alcuni esperti e opinionisti autorevoli.

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Fiumi Battete le Mani

Proponiamo questo intervento di Alex Zanotelli sulle ragioni del Referendum sull’acqua.
“FIUMI BATTETE LE MANI!”
Sono queste le parole del Salmo 98 che mi sono improvvisamente affiorate alla mente quando mi è stato comunicato che la Corte Costituzionale aveva dato il via al referendum sull’acqua. Dopo anni di impegno, un sussulto di gioia e di grazie al Signore che riesce ancora a operare meraviglie ,e un grazie allo straordinario “popolo dell’acqua” che ci ha regalato in due mesi un milione e mezzo di firme.
La Corte ha approvato due dei tre quesiti referendari: il primo, che afferma che l’acqua è un bene di non rilevanza economica, e il terzo che toglie il profitto dall’acqua. Che la Corte Costituzionale (piuttosto conservatrice) abbia accolto queste due istanze sull’acqua in contrasto con i dogmi del sistema neo-liberista, è un piccolo miracolo. E questo grazie agli straordinari costituzionalisti che le hanno formulate e difese, da Rodotà a Ferrara, da Mattei a Lucarelli senza dimenticare Luciani. Ma la grande vincitrice è la cittadinanza attiva di questo paese che diventa il nuovo soggetto politico con cui anche i partiti dovranno fare i conti. “I cittadini si sono appropriati del diritto di esprimersi sui beni comuni – hanno commentato A. Lucarelli e U. Mattei – sui beni di loro appartenenza, su quei beni che esprimono utilità funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali. Si è dato così significato e dignità all’art.1 della Costituzione Italiana, ovvero al principio che assegna al popolo la sovranità in una stagione di tragedia della democrazia rappresentativa.”
Tutto questo apre a una nuova stagione di democrazia:  il cammino per riappropriarci dei beni comuni che ci sono stati sottratti.
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Le Primarie per la scelta dei candidati PD bresciani al Parlamento Italiano

Negli ultimi tempi assistiamo a continui richiami, provenienti da più parti, relativi alla necessità del rinnovamento della classe politica, all’esigenza di avere dei politici di spessore maggiore di quelli attuali. Insomma, la richiesta è quella di avere una classe dirigente all’altezza e degna di questo nome. Il richiamo proviene dal capo dello stato, dal papa, dai vescovi, dai rappresentanti degli industriali e dai cittadini. Non si capisce bene allora come possiamo avere dei politici così scarsi se tutta la platea degli elettori ne è poco soddisfatta. Misteri italiani!

Detto questo, noi che ci chiamiamo “democratici”, noi che facciamo della politica una scelta di servizio, non possiamo cadere in questo clichè. Spetta a noi impegnarci al fine di selezionare dal basso i migliori rappresentanti, le persone con le migliori capacità e le maggiori qualità personali e morali. Poiché crediamo fortemente nella repubblica e nella sua organizzazione, è per noi un valore quello di avere istituzioni efficienti e persone degne negli incarichi chiave.

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